Tra tutti gli strumenti che uso nel mio lavoro, ce n’è uno che non manca mai: il cartoccio di carta il gioco fai da te, un foglio di carta da imballaggio, quella semplice, senza stampe, senza coloranti. Costa pochissimo, si trova ovunque. Eppure è uno degli strumenti più completi e gratificanti che conosco.

Per capire perché, dobbiamo parlare di comportamento predatorio e degli ormoni.

Il comportamento predatorio è una sequenza di azioni, non un solo gesto.

Quando pensiamo al cane che caccia, che preda, immaginiamo spesso solo il momento della cattura. In realtà il comportamento predatorio è una catena articolata di fasi distinte: avvistamento della preda, inseguimento, cattura, scuotimento (che corrisponde all’uccisione), dissezione e consumazione.

Ogni fase ha la sua funzione, il suo ritmo, la sua chimica ed i suoi ormoni del sistema endocrino.

La sequenza si innesca con la dopamina — l’ormone dell’anticipazione, della motivazione, della ricerca. È quella scarica che fa scattare il cane quando vede la pallina partire. Ma la dopamina apre un ciclo che deve essere fisiologicamente chiuso. Il ciclo si chiude con la serotonina, prodotta nella fase finale: la dissezione e la consumazione.

Se quella fase finale non arriva, il ciclo resta aperto. Il cane ha ricevuto tutta la carica della dopamina senza ottenere la serotonina che porta calma e soddisfazione. Il risultato è un cane iperattivato, irrequieto, che non si stabilizza nonostante ore di attività fisica. Un eccesso di dopamina è la causa delle dipendenze.

H2: Il problema delle fasi predatorie monche

I nostri cani fanno comportamento predatorio ogni giorno. Rincorrono la pallina, inseguono oggetti, ci rincorrono in giardino. Attivano avvistamento, inseguimento, a volte cattura. Ma mai arrivano alla fase finale.

Sono fasi predatorie monche: la sequenza inizia ma non si chiude mai. Questo non è solo un problema di frustrazione comportamentale — è un problema ormonale reale. Dopamina senza serotonina, ciclo dopo ciclo, giorno dopo giorno porta ad un loop dopaminergico.

Molti proprietari si trovano con un cane che ha corso per un’ora e non trova requie, anzi. Spesso la causa è esattamente questa.

cartoccio con bocconcino gioco fai da te casalingo
la carta del cartoccio mentre viene chiusa leggermente

Il cartoccio di carta entra qui

Il cartoccio di carta da imballaggio rappresenta la fase finale della sequenza predatoria: dissezione e consumazione. Il cane lo manipola con la bocca, lo strappa, lo riduce in coriandoli, trova il cibo dentro e lo mangia. Il ciclo si chiude. La serotonina arriva con la fase refrattaria.

Ma c’è un secondo valore, altrettanto importante: il cartoccio insegna un uso consapevole e direzionato della bocca. Un cane che impara a usare la bocca con precisione su un oggetto appropriato sviluppa autocontrollo, consapevolezza della pressione e della chiusura della bocca, dell’uso dei denti, insomma un cartoccio tanti benefici.

Come si costruisce la progressione

Si parte semplicissimo: un foglio di carta, un bocconcino dentro, chiuso appena appena. Il cane non deve faticare — deve solo scoprire. In questa prima fase entra già il lavoro olfattivo: il cibo non si vede, si sente. Il cane deve fidarsi del suo naso, cercare tra la carta, capire come aprire quel piccolo involtino.

Man mano che il cane acquisisce sicurezza e competenza, il cartoccio diventa più chiuso, più strutturato. Si passa ai rotoli di cartone della carta igienica o della carta da cucina, poi alle scatole. Fino alla scatola nella scatola — la cosiddetta scatola della cuccagna — dove il livello di problem solving richiesto è alto e la soddisfazione finale è proporzionale all’impegno. Se arrivi alla scatole della cuccagna ed hai costruito bene il lavoro avrai lavorato anche sull’autoefficacia del tuo cane ed alla sua autostima, un cane che affronta senza titubanze una scatola complessa è un cane che ha delle competenze e delle consapevolezze.

In ogni fase il cane non vede il cibo, ma lo annusa. Deve cercarlo, lavorare con il naso prima ancora che con la bocca con il muso e con le zampe.

In un foglio di carta, tre bisogni primari

In un unico strumento si integrano tre piani distinti di lavoro: la fase predatoria finale con la sua chiusura ormonale, il lavoro olfattivo di ricerca, e l’uso consapevole della bocca. Tre competenze del cane stimolate insieme, con un oggetto che costa meno di un caffè.

Un’ultima cosa sulla scelta del materiale: la carta deve essere quella neutra, senza inchiostri, senza profumi. Il cane la manipolerà con la bocca, la strapperà, e a volte ne ingerirà piccoli frammenti. Nessun problema la cellulosa è naturale e quindi lavoriamo in sicurezza.

Hai un cane che mangia tutta la carta ? se si devi necessariamente rivolgerti ad un istruttore perchè devi ricostruire delle competenze che il tuo cane ha perso per motivi che molto probabilmente non dipendono da te, ma dalle esperienze che ha fatto. Un cane normocomportamentale sa perfettamente che la carta è un involucro da rompere per arrivare al boccone.

Importante usare bocconi molto golosi, ricorda attività nuova la riconpensa deve essere di altissimo valore.

Se ti interessa vedere il tutorial lo trovi qui sul mio profilo instagram.

Queste attività di scartocciare una preda ormai per i miei cani fanno parte del quotidiano.

Se inizi ed al tuo cane piace, mi farebbe piacere sapere il tuo punto di vista, puoi scrivermi in privato su instagram o all’indirizzo mail info@vivereconilcane.dog.

Saluti e ricordati #relazioneprimaditutto!