Introduzione
Nel mondo dell’educazione cinofila capita spesso di sentir parlare di “corsi”, “attestati”, “diplomi”. Sono tutte cose diverse tra loro, e la differenza non è solo formale: incide direttamente sulla garanzia che una famiglia riceve quando affida il proprio cane ad un professionista.
Sono Esperta Cinofila nell’Area Comportamentale (EsCAC), e ho recentemente ottenuto la certificazione formale di questa qualifica, rilasciata da FAC CERTIFICA secondo lo Schema SK32, conforme alla norma UNI 11790:2020, ente accreditato ACCREDIA. In questo articolo spiego cosa cambia tra avere una qualifica ed avere una qualifica certificata, cosa significa concretamente questo passaggio, e cosa comporta in termini di aggiornamento continuo.
Un elemento chiave, spesso poco conosciuto dal pubblico: FAC CERTIFICA non è un ente qualunque, ma è accreditato da ACCREDIA, l’unico ente nazionale di accreditamento designato dal governo Italiano. In pratica, non solo le mie competenze sono state verificate da un ente terzo, ma quell’ente stesso è a sua volta controllato e riconosciuto da un’autorità nazionale — una garanzia “al quadrato” per chi si affida ad un professionista certificato.
Cos’è la certificazione secondo la UNI 11790/2020 e perché non è “solo un attestato”.
La distinzione principale è tra qualifica, formazione e certificazione.
Un corso di formazione, per quanto valido, attesta che una persona ha frequentato un percorso didattico e ha acquisito determinate conoscenze, secondo il giudizio dell’ente che ha erogato il corso stesso. Su questa base, un professionista può già definirsi ed operare come EsCAC.
La certificazione funziona diversamente: è rilasciata da FAC CERTIFICA, un organismo di certificazione terzo ed indipendente rispetto a chi ha erogato la formazione, e verifica formalmente che quella qualifica risponda a requisiti oggettivi e uguali per tutti i candidati. Non sostituisce la qualifica: la convalida dall’esterno.
È lo stesso principio che regola, in altri settori, le certificazioni di qualità: non basta dichiarare di essere competenti, serve che qualcuno di indipendente lo verifichi secondo uno standard riconosciuto.
A rafforzare ulteriormente questa indipendenza c’è l’accreditamento ACCREDIA di FAC CERTIFICA, ottenuto dal 2007: significa che lo stesso organismo certificatore opera secondo requisiti verificati dall’autorità nazionale di accreditamento, in conformità alla norma internazionale ISO/IEC 17024 sulla certificazione delle persone.
Il riferimento normativo: UNI 11790/2020
La certificazione fa riferimento alla norma tecnica UNI 11790/2020, che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per le figure professionali che operano nell’educazione e nell’istruzione cinofila in Italia — tra cui la figura dell’Esperto Cinofilo nell’Area Comportamentale (EsCAC).
In pratica, la norma stabilisce cosa deve sapere e saper fare un educatore ed un istruttore cinofilo per potersi definire tale in modo professionale: dalla conoscenza dell’etologia e della cinognostica, ai principi di apprendimento e psicopatologia comportamentale, fino alla gestione della relazione con il cliente ed alla sicurezza durante le attività.
Essere certificati secondo questa norma significa che le mie competenze in queste aree sono state verificate e validate formalmente, non semplicemente dichiarate sul mio sito o sui miei canali social.
Lo Schema SK32 e il percorso di verifica:
Lo Schema SK32 è il documento tecnico con cui FAC CERTIFICA applica in concreto la norma UNI 11790/2020: definisce come si svolge l’esame di certificazione, quali competenze vengono valutate e con quali modalità.
Il percorso prevede una verifica strutturata delle competenze, che nel mio caso ha incluso:
- Una prova orale su un ampio ventaglio di argomenti: psicologia e psicopatologia del cane, teoria dell’apprendimento, comunicazione, gestione dell’aggressività;
- La presentazione di 5 tesine basate su casi reali seguiti, valutate dai commissari per impostazione metodologica e percorso scelto.
Non si tratta quindi di un questionario a risposta multipla, ma di una valutazione che entra nel merito di come si ragiona su un caso reale, oltre che sulle conoscenze teoriche.
Il codice etico e le tutele per le famiglie (RL01)
Un aspetto che spesso non viene comunicato, ma che per una famiglia è probabilmente il più concreto, riguarda le tutele.
La certificazione è regolata anche da un documento normativo interno, l’RL01, che stabilisce le regole generali di certificazione: include un codice etico a cui il professionista certificato deve attenersi, e prevede procedure di reclamo ed appello attivabili dal cliente presso l’ente certificatore, qualora ci fossero problemi con l’operato del professionista.
In altre parole: se un cliente si affida ad un professionista certificato, non si affida solo alla parola del professionista stesso, ma ad un sistema che prevede responsabilità verificabili ed un canale esterno a cui rivolgersi in caso di necessità.
Formazione continua: perché la certificazione non è un punto d’arrivo.
Uno degli aspetti più importanti — e meno conosciuti dal pubblico — è che la certificazione non è valida a vita in modo automatico: è soggetta a mantenimento e rinnovo periodico.
Questo significa che chi è certificato deve dimostrare, nel tempo, di:
- Mantenere ed aggiornare le proprie competenze, seguendo formazione continua riconosciuta nel settore;
- Continuare ad operare nel rispetto del codice etico e delle regole dello schema di certificazione;
- Sottoporsi a verifiche periodiche da parte dell’ente certificatore per confermare il mantenimento dei requisiti;
Questo meccanismo è pensato proprio per evitare che la certificazione diventi un “titolo acquisito una volta per tutte” e poi lasciato invecchiare. Il settore della psicologia e del comportamento canino è in evoluzione costante: nuovi studi, nuove evidenze scientifiche, nuovi approcci clinici. Un professionista certificato è tenuto a restare aggiornato, non solo per principio professionale, ma perché è un requisito stesso della certificazione.
Per una famiglia, questo si traduce in una garanzia ulteriore: chi è certificato oggi, per continuare a esserlo domani, deve dimostrare di essere rimasto competente — non basta il titolo ottenuto una volta.
Cosa cambia per chi lavora con me
Concretamente, questo percorso di certificazione non cambia il mio metodo di lavoro, che resta fedele alla filosofia Relazione Prima di Tutto: un approccio zooantropologico-sistemico che mette al centro la relazione tra la famiglia ed il proprio cane, prima di qualsiasi tecnica.
Quello che cambia è la garanzia formale che accompagna questo metodo: competenze verificate da un ente terzo, secondo uno standard nazionale, con un codice etico ed un obbligo di aggiornamento continuo nel tempo.
Per qualsiasi domanda sulla certificazione o sul mio metodo di lavoro, puoi scrivermi direttamente ai contatti che trovi qui.
